termografia condensa    Operatori certificati II Livello   UNI EN 473 - ISO 9712     IT/TT - Termografia
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Condensa - muffa

Muffa e condensa


Nella stagione invernale potrebbe accadere, di vedere negli angoli dei muri o dietro gli armadi, formazioni di muffa che oltre ad essere antiestetica, può causare attacchi d’asma e allergie particolarmente nei bambini. La muffa, per attecchire a bisogno di condizioni ambientali specifiche: la presenza di umidità sulla superficie di colonizzazione, alcuni substrati organici che a volte, sono contenuti nelle pitture che vengono impiegate all'interno. Altre condizioni necessarie sono la presenza di una sufficiente quantità di acqua e una temperatura relativamente mite.
In primis la presenza di umidità è la più importante escluse le infiltrazioni di acqua, il fenomeno più significativo è quello legato alla condensa dovuta alla presenza di abbassamenti di temperatura all'interno dei locali e dalla presenza di una elevata umidità relativa.
Per eliminare la muffa non sono efficaci fungicidi o pitture, occorre eliminare le cause che la determinano la più importante delle quali è l'acqua, nell'aria a pressione atmosferica può miscelarsi vapore acqueo in una quantità che varia con la temperatura, ad esempio a 15 °C, un Kg di aria può contenere al massimo 11 gr di acqua, a 22 °C tale quantità aumentata a 17 gr.,riducendo invece la temperatura da 22 a 15 °C condensano 6 gr. di acqua. Tali condizioni si creano all’interno di abitazioni non correttamente progettate,costruite senza troppe "attenzioni" o nelle quali siano state adottate delle modifiche, come per esempio la sostituzione delle finestre senza preoccuparsi di verificare la situazione globale dell’immobile e quindi può accadere che in vecchi edifici che mai hanno presentato problemi di condensa o di muffa, in seguito alla sostituzione delle vecchie finestre, compare della muffa. Questo avviene perché il nuovo serramento, più efficiente termicamente e limita le dispersioni. Una buona parte di responsabilità, a volte ricade anche nella pessima conduzione degli amCondensa e muffabienti da parte di chi vi abita, una scarsa ventilazione produce forti carichi di umidità all’interno dei locali, come la cucina, elevata presenza di piante o animali, i vapori della doccia ecc.ecc.
Và detto che con un buon isolamento e risolti i problemi dei ponti termici, difficilmente si potrà presentare della condensa interna in un'abitazione. La normativa prevede che con una temperatura interna dell’aria di+20° e un’umidità relativa del 65% non si debba formare condensa superficiale sulle pareti interne all'abitazione. A 20°C il massimo contenuto di umidità è 17,33 g/mc, corrispondente al 100% di umidità relativa. Il 65% di umidità relativa a tale temperatura sono quindi 11,26 g/mc, ai quali corrispondono una T di rugiada di circa 13,2°C. Perciò ogni superficie interna che raggiunge una temperatura inferiore a 13,2 °C ad una temperatura interna di 20 °C non è consentita.
L’impiego della termografia permette di evidenziare la correlazione tra la presenza della muffa e della temperatura superficiale interna della stessa, ma consente anche di individuare zone dove in futuro potrebbero farsi presenti colonie di muffa.
Abbinando la termografia al rilievo delle condizioni termoigrometriche ( temperatura ed umidità relativa) interne ad una stanza è possibile determinare se in una parete vi siano zone che presentano una temperatura superficiale inferiore al punto di rugiada.
Tali zone “fredde” sono dovute ai ponti termici o ad una generalizzata carenza di isolamento. Nelle pareti con temperatura inferiore al punto di rugiada si può creare condensa e quindi è favorita la proliferazione di muffa, con degrado delle finiture e potenziale sviluppo di patologie per gli occupanti.
A seguito di tali rilievi, vengono eseguite contestazioni che a volte sfociano in cause legali in quanto molte volte sono state omesse delle operazioni prescritte nelle normative.
Aspetti giuridici: Responsabilità per danni causati dall’umidità e muffa nei muri:
Poiché la presenza di umidità sulle pareti può dipendere dalla mancanza prolungata di areazione degli ambienti, nell’ipotesi in cui il fenomeno della condensazione sia dunque ascrivibile alla malconduzione e gestione dell’immobile da parte del proprietario (insufficiente areazione degli ambienti, collocazione degli stendini all’interno degli ambienti, ecc.) la risoluzione dei problemi di umidità, condensa e muffa dovrà gravare solo sul proprietario stesso. Nel caso che la condensa e la muffa sui muri dipendono da gravi vizi costuttivi si può evere con buona possibilità, diritto ad un risarcimento dei danni stimabili in danni diretti ed in minor valore dell’immobile acquistato o fatto costruire.
Per gravi difetti ai sensi dell‘art. 1669 c.c.non si intendono solo quei difetti che incidono sulla stabilità dell‘edificio (es. gravi crepe nei muri o cedimento di solai e pavimenti), la legge parla più appropriatamente di pericolo di rovina“ dell‘immobile – bensì possono consistere in tutte quelle alterazioni che, pur riguardando anche una sola parte dell‘opera, che incidono sulla struttura e funzionalità globale, menomando apprezzabilmente il godimento dell‘opera stessa (così la Cassazione).I difetti devono essere inoltre “gravi”, cioè devono essere tali da incidere in maniera sensibile sul godimento dell‘immobile. Grave può essere ad es. una non esigua infiltrazione d‘acqua nei locali dell‘immobile, una non esigua presenza di umidità sui muri oppure ancora evidenti crepe nei muri oppure un difetto serio nell‘impianto di riscaldamento. La gravità viene comunque in genere valutata dal Giudice, anche a mezzo di perizia tecnica d’ufficio commissionata ad un suo esperto del settore di fiducia  (accertamento tecnico preventivo o consulenza tecnica d‘ufficio).
Chi può avere responsabilità della presenza di umidità e muffa sulle pareti:
Accertato da una perizia tecnica la presenza e le cause di umidità e muffa nelle pareti per via della non corretta posa dell’isolamento termico si dovranno ricercare le responsabilità tra i vari soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere:
Il Progettista DEVE aver fatto, prima dell’inizio dei lavori,  la progettazione dell’isolamento termico ai sensi di legge, nonchè la prevista verifica termoigrometrica delle pareti, dalla quale si può prevedere la formazione o meno di condensa all’interno dei vari strati che compongono la parete stessa.
Il Direttore dei Lavori DEVE aver verificato che l’impresa abbia messo in opera il tipo di l’isolante prescritto dal progettista.
L’ Impresa esecutrice dei lavori DEVE aver posato l’isolamento secondo la regola dell’arte, regola che va ricordato si evolve nel tempo grazie ai progressi tecnologici alle conoscenze più approfondite dei vari fenomeni tecnico-scientifici, nonchè al mutare delle prescrizioni di norme tecniche e di legge.
La presenza di condensa umidità e muffa nei muri può essere anche un valido motivo per far venir meno i requisiti di agibilità e abitabilità dell’edificio costituendone un grave vizio costruttivo.

Nell'immagine di seguito si è rilevato un ponte termico che causa il fenomeno di condensa all'interno dell'appartamento.

Ponte termico


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